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martedì 21 dicembre 2010

Il cinepanettone interiore

A Natale si è più buoni.
E perché?
Un cristiano intelligente risponderebbe: "Perché ci si ricorda che è nato Cristo che ci libera dal male e quindi siamo più felici, in uno stato ottimale e di conseguenza più aperti e amorevoli verso gli altri".

Bene e chi non crede nel Cristo della Chiesa?
"Si fotte".

mercoledì 28 luglio 2010

Il linguaggio crea la realtà

Il linguaggio crea la realtà. Lo si può osservare in tutti i campi: prodotti commerciali dagli scarsi parametri di qualità vendono principalmente grazie al linguaggio che li accompagna.
In politica, ripetute indagini o condanne su corruzione, abusi di ufficio e collusione con la criminalità organizzata possono diventare "persecuzioni giudiziarie" o, nel migliore dei casi, "una guerra tra magistratura e politica a cui porre rimedio".
Per un'agenzia immobiliare, un tugurio in un palazzo fatiscente diventa: "interessante sistemazione in stabile d'epoca"... e via dicendo.

Chi conosce l'arte del linguaggio conosce l'arte di creare realtà fittizie, da propinare a chi l'arte del linguaggio non la conosce, ma la subisce.

mercoledì 21 luglio 2010

C'era una volta U.G. Krishnamurti

U.G. Krishnamurti (Uppaluri Gopala Krishnamurti) è un mito, come la mente che lo ha creato.
"La mente è un mito" è il titolo di un libro di U.G.
Libro? Che sciocchezza! U.G. non scriveva libri, U.G. viveva, unico – o per lo meno raro – essere vivente in mezzo a zombie o a feti.

giovedì 15 luglio 2010

Tantra. Cavalcare la donna furiosa

[tratto da F.Ponzetta, Il coito degli dei]

La completa nudità femminile è considerata spesso nei Tantra come una sorta di misterium tremens, una visione che suscita estasi e terrore. Vi è in questa nudità rituale, su cui viene psichicamente proiettato ed evocato il principio Prakrti (vedi cap. 5 parte 1), un sentimento erotico e terrificante, che potrebbe richiamare all'intimo legame tra eros e thanatos.

sabato 5 giugno 2010

(Patrizia Cavalli) Oltre il comune senso del cuore

Chi ha frequentato o frequenta centri di meditazione e affini, sicuramente è incappato in qualche discorso in cui la parola cuore prendeva il sopravvento, a volte in modi assai surreali. Sono inconvenienti che capitano quando si vuol fare della spiritualità sociale.
"Non mi piacciono questi qui, sono poco nel cuore" sentii dire da una donna ad Osho Miasto, che nel suo tour spirituale era appena stata nella comunità buddhista di Pomaia, in cui probabilmente l'avevano trattata meglio. Peccato che, come recitava la pubblicità di Osho Miasto all'epoca, Se immagini il cuore come un posto in cui vivere, a qualcuno verrebbe in mente Osho Miasto. Nonché, specularmente, ai sannyasin di Osho, il rigore dei buddhisti di Pomaia potrebbe sembrare poco "di cuore".
A volte, poi, in questi ambienti spirituali se capita un'incomprensione, come in ogni interazione umana, si dice: "Non sei nel cuore, sei troppo mentale", il che ricorda un po' "I compagni che sbagliano" nelle sedi di Rifondazione. Insomma l'essere fuori dalla linea.
Ma cosa si intende o si dovrebbe intendere veramente con cuore? Cerchiamo di chiarirlo.

domenica 23 maggio 2010

Psicologia quantistica: ti sei fatto un film!

Da Focus (n.167) apprendiamo:

Recenti esperimenti dimostrano che nel cervello si attivano aree simili, sia quando si prova un'emozione "sulla propria pelle" sia quando la si osserva sugli altri.
"Osservare e provare un'emozione attiva aree simili" dice il fisiologo Leonard Fagesi. "In un esperimento i ricercatori hanno osservato che lo stesso neurone si attiva sia quando il soggetto analizzato riceveva una puntura dolorosa, sia quando vedeva un ago toccare il dito di uno dei medici".

Interessante, da ciò deduciamo:

lunedì 17 maggio 2010

Quando il Maestro è lo scemo del villaggio...

Questo post rende onore a due personaggi.
Uno è Mullah Nasruddin, protagonista di molte storielle sufi che, ascoltate o lette, provocano ciò che, per dirla con lo zen, sbarra la strada del pensiero – vuoi per l'uso del paradosso, vuoi per una sorta di guerriglia psichica contro l'impero delle parole.
L'altro è Drukpa Kunley, mistico tantrico tibetano del XV secolo, dissoluto e libertino. Dedito al sesso, alla meditazione, alla provocazione e alla birra.

Tra i tanti savi del villaggio globale che cercano con una candela accesa in mano il fuoco della verità, tramite la paura (cospirazioni), la ricerca dell'illuminazione (spiritualità) e la soddisfazione (successo), rendere omaggio a due antichi scemi del villaggio, liberi dalla paura, illuminati e soddisfatti di sé senza manco saperlo, mi è sembrata una buona idea.
Buona lettura.

giovedì 13 maggio 2010

La Legge delle Tre Forze di Gurdjieff

La Legge del Tre, detta anche delle Tre Forze, oltre ad avere straordinarie implicazioni psicologiche (cfr. Ipnosi gurdjieffiana o ipnosi ericksoniana?), comprendendola profondamente aiuta chi persegue sulla Quarta Via il ricordo di sé. Con questo e con i successivi post si intende dispiegarla nei suoi aspetti, compresi quelli sociali, storici e psicologici.

martedì 11 maggio 2010

Chi disse: "Se incontri un Buddha per la strada, uccidilo" aveva un Buddha sul comodino

In questo post si prova a svelare l'assurdità delle dispute spirituali: ogni metodo di meditazione e sistema filosofico va bene secondo il concetto sanscrito di Darsàna per cui non si può dire "Questa via è sbagliata", ma "Questa via non fa per me".
"I dieci tori zen", opera di Kakuan del XII secolo, tracciano fuori dal tempo una mappa delle mappe valida ancor oggi.

sabato 8 maggio 2010

Psicologia esoterica (dalla Gnosi a Gurdjieff)

Erano poi così cretini gli antichi che si esprimevano tramite miti e immagini, dando forma all'indicibile danza di energie sottili che si svolge attorno e dentro l'essere umano?
Questo post è un piccolo viaggio nel tempo dallo "Gnosticismo" antico alla Quarta Via di Gurdjieff.

venerdì 7 maggio 2010

Sono tutti "buddhisti" col culo degli altri!

Quando si parla di Buddha e Buddhismo siamo davvero sicuri di sapere di cosa si sta parlando? Questo post è un viaggio a ritroso, dalla casalinga buddhista di Voghera, alla scuola del Vuoto di Nâgâryuna.

lunedì 3 maggio 2010

Una storiella per atterrare dal pianeta mente al pianeta terra

C'è una barzelletta "esoterica" molto usata negli ambienti in cui si pratica seriamente la meditazione, per fermare la mente così come insegnano gli antichi libri del Tao e dello Zen.

domenica 2 maggio 2010

A domanda rispondo

Ricevo una mail dal signor Mauro a proposito del post Zen: le nozze tra il Tao e il Buddha.

venerdì 30 aprile 2010

Coi piedi per terra e con la testa per aria (azione e meditazione)

Il culmine della conoscenza discorsiva l'aveva colto Buddha, dicendo che "di ogni verità è vero il contrario".