Il linguaggio crea la realtà. Lo si può osservare in tutti i campi: prodotti commerciali dagli scarsi parametri di qualità vendono principalmente grazie al linguaggio che li accompagna.
In politica, ripetute indagini o condanne su corruzione, abusi di ufficio e collusione con la criminalità organizzata possono diventare "persecuzioni giudiziarie" o, nel migliore dei casi, "una guerra tra magistratura e politica a cui porre rimedio".
Per un'agenzia immobiliare, un tugurio in un palazzo fatiscente diventa: "interessante sistemazione in stabile d'epoca"... e via dicendo.
Chi conosce l'arte del linguaggio conosce l'arte di creare realtà fittizie, da propinare a chi l'arte del linguaggio non la conosce, ma la subisce.
mercoledì 28 luglio 2010
mercoledì 21 luglio 2010
C'era una volta U.G. Krishnamurti
U.G. Krishnamurti (Uppaluri Gopala Krishnamurti) è un mito, come la mente che lo ha creato.
"La mente è un mito" è il titolo di un libro di U.G.
Libro? Che sciocchezza! U.G. non scriveva libri, U.G. viveva, unico – o per lo meno raro – essere vivente in mezzo a zombie o a feti.
"La mente è un mito" è il titolo di un libro di U.G.
Libro? Che sciocchezza! U.G. non scriveva libri, U.G. viveva, unico – o per lo meno raro – essere vivente in mezzo a zombie o a feti.
giovedì 15 luglio 2010
Tantra. Cavalcare la donna furiosa
[tratto da F.Ponzetta, Il coito degli dei]
La completa nudità femminile è considerata spesso nei Tantra come una sorta di misterium tremens, una visione che suscita estasi e terrore. Vi è in questa nudità rituale, su cui viene psichicamente proiettato ed evocato il principio Prakrti (vedi cap. 5 parte 1), un sentimento erotico e terrificante, che potrebbe richiamare all'intimo legame tra eros e thanatos.
La completa nudità femminile è considerata spesso nei Tantra come una sorta di misterium tremens, una visione che suscita estasi e terrore. Vi è in questa nudità rituale, su cui viene psichicamente proiettato ed evocato il principio Prakrti (vedi cap. 5 parte 1), un sentimento erotico e terrificante, che potrebbe richiamare all'intimo legame tra eros e thanatos.
martedì 15 giugno 2010
"La Crisi!" di Coline Serreau
"La Crisi!", commedia (divina!) di Coline Serreau, è decisamente il mio film preferito.
Lo guardo praticamente con regolarità, da ormai 15 anni, fa parte del mio immaginario interiore, è continua fonte di ispirazione, silenzio e coscienza interiore quanto civile...
Lo guardo praticamente con regolarità, da ormai 15 anni, fa parte del mio immaginario interiore, è continua fonte di ispirazione, silenzio e coscienza interiore quanto civile...
martedì 8 giugno 2010
Cos'è la Tradizione per Zolla e cos'è la Tradizione per Evola
Giulio Cesare Evola, detto Julius, ed Elémire Zolla sono due figure che possono apparire ora distanti e ora vicine tra loro.
Entrambi si interessarono di Tradizione, ma con una sostanziale differenza.
Entrambi si interessarono di Tradizione, ma con una sostanziale differenza.
sabato 5 giugno 2010
(Patrizia Cavalli) Oltre il comune senso del cuore
Chi ha frequentato o frequenta centri di meditazione e affini, sicuramente è incappato in qualche discorso in cui la parola cuore prendeva il sopravvento, a volte in modi assai surreali. Sono inconvenienti che capitano quando si vuol fare della spiritualità sociale.
"Non mi piacciono questi qui, sono poco nel cuore" sentii dire da una donna ad Osho Miasto, che nel suo tour spirituale era appena stata nella comunità buddhista di Pomaia, in cui probabilmente l'avevano trattata meglio. Peccato che, come recitava la pubblicità di Osho Miasto all'epoca, Se immagini il cuore come un posto in cui vivere, a qualcuno verrebbe in mente Osho Miasto. Nonché, specularmente, ai sannyasin di Osho, il rigore dei buddhisti di Pomaia potrebbe sembrare poco "di cuore".
A volte, poi, in questi ambienti spirituali se capita un'incomprensione, come in ogni interazione umana, si dice: "Non sei nel cuore, sei troppo mentale", il che ricorda un po' "I compagni che sbagliano" nelle sedi di Rifondazione. Insomma l'essere fuori dalla linea.
Ma cosa si intende o si dovrebbe intendere veramente con cuore? Cerchiamo di chiarirlo.
"Non mi piacciono questi qui, sono poco nel cuore" sentii dire da una donna ad Osho Miasto, che nel suo tour spirituale era appena stata nella comunità buddhista di Pomaia, in cui probabilmente l'avevano trattata meglio. Peccato che, come recitava la pubblicità di Osho Miasto all'epoca, Se immagini il cuore come un posto in cui vivere, a qualcuno verrebbe in mente Osho Miasto. Nonché, specularmente, ai sannyasin di Osho, il rigore dei buddhisti di Pomaia potrebbe sembrare poco "di cuore".
A volte, poi, in questi ambienti spirituali se capita un'incomprensione, come in ogni interazione umana, si dice: "Non sei nel cuore, sei troppo mentale", il che ricorda un po' "I compagni che sbagliano" nelle sedi di Rifondazione. Insomma l'essere fuori dalla linea.
Ma cosa si intende o si dovrebbe intendere veramente con cuore? Cerchiamo di chiarirlo.
giovedì 3 giugno 2010
"La cena dei cretini" di Veber
"La cena dei cretini" è un film di Francis Veber (tratto da una sua precedente opera teatrale) del 1998. E oltre che esilarante, è un capolavoro di metacomunicazione.
Ma andiamo con ordine.
Ma andiamo con ordine.
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